LA PELLATINA “NAPOLETANA”
DATA: sabato 23 gennaio
LOCATION: Temù (uh-uh-uh) backountry
“Bella miki allora mi porti a vedere i tuoi boschetti?” “Si vai tranki, ma facciamo tardi che tanto di roba fresca non ce n è più, magari poi attacchiamo le pelli e facciamo una camminata easy, MA POCA ROBA”
“Massì dai una pellatina napoletana senza sforzo oggi ci sta proprio...”
Così, in un bel sabato mattina (era da domenica scorsa che non vedevo il sole e il cielo blu!!!), da buoni turisti per caso io e il Miki ci troviamo alle ore 11.00 alla partenza della seggiovia di Temù, e dopo avere assaggiato un pezzo del bosco privato del socio farmacista, ci troviamo alla base di un bel vallone tra le due seggiovie del comprensorio di Temù; questo posto l' avevo sempre visto e mi ero chiesto se ci fosse qualcosa da esplorare in zona.

Dopo avere calzato le pelli e ringraziato il Meo (non ti fischiavano un po le orecchie???) per averle sistemate con cura una attaccata all' altra, iniziamo la risalita del vallone.
Si sale con molta calma, in cazzeggio-style, a noi ci piace così, no race uphill, parlando del più e del meno e gustando il panorama che ci circonda, fidatevi che dopo una settimana trascorsa in mezzo al casino di una grigia Milano , questi dettagli si apprezzano sempre di più...

Bene, ormai dopo un oretta di salita il vallone è finito e siamo sotto a una serie di canali che chiudono la valle ad anfiteatro...
“Dai Miki andiamo ancora un po più su fino a quelle rocce là, poi scendiamo?” “Ok si può fare”
Ma sia io che il Miki avevamo capito che non ci saremmo fermati lì, infatti dopo neanche tre metri Miki dice che vuole salire tutto il canale, e io di certo non dico di no, non sono mai stato capace a dire di no... e oggi non dirò di no... ed è a questo punto che la nostra pellatina napoletana cambia un po' faccia e si inizia la risalita del canale, tanto per cambiare bello vergine e a parte un po di crosta superficiale, con neve buona, considerando che non fiocca da quasi due settimane.


E ci risiamo, vai con le inversioni nazialp, che ogni volta mi fanno sentire un impedito, infatti cerco sempre di allargare i zigzag in salita ma quando il terreno inizia ad essere pendente purtroppo non è possibile e a un certo punto la pendenza non permette più di risalire con gli sci, dobbiamo legarli dietro lo zaino e proseguire a piedi.

A questo punto, il Messner nascosto dentro al Miki viene fuori tutto (il mio mi sa che è andato in vacanza in Jamaica) e si offre di andare per primo e battere la traccia... è un casino, ogni passo si affonda quasi fino alle ginocchia e ci sono anche dei sassi nascosti che complicano un po il tutto... azz che palle la salita, ma resta comunque un bell' esercizio per la gamba, però diciamo che se ci fosse stato un bell' elicottero o un gentile sherpa tibetano che mi portava in spalletta non è che avrei detto di no...(non si dice mai di no...)



Ci avremo messo un ora per fare cento metri, e finalmente arriviamo in cresta, alla partenza del canale, io sono bello cotto (sto diventando vecio),ma, UHH AI FIL LAIK A LITTLE SUPERMAN, come diceva qualcuno più bravo di noi, ed è vero, non importa cosa fai, quanto e dove sali, alla fine il sapore della conquista è sempre lo stesso, e la sensazione di essere arrivati in vetta con le nostre gambe, guardare in giù la traccia in salita e sapere che in discesa ne disegneremo una ancora più bella, dove solo noi siamo passati, sono cose che per me non hanno prezzo...




Quindi dopo le classiche foto di rito da turista iniziamo la discesa, la prima parte del canale è brutta, neve dura, ma è poco, perchè dopo le prime curve la situazione cambia: il canale si allarga e la neve, a parte un po di crosta in superficie che però non dava fastidio è sorprendentemente bella; non è la polvere delle scorse settimane, ma va bene così, ci accontentiamo e spariamo giù nel vallone, tempo solo per un paio di foto perchè la voglia di scendere è tanta, troppa. La discesa però, al contrario della salita dura sempre poco, e dopo un paio di saltini agli ultimi pillows ci ritroviamo in pista da dove avevamo iniziato, con le gambe stanche e un' altra bella x da segnare sulla pauder-agenda...
Mentre arrivo al parcheggio penso “ Cacchio per fortuna che doveva essere una gita turistica né...”





Evidentemente deve esserci qualcosa in queste montagne che non ti fa stare calmo, qualcosa che ti chiama, anche se non riesco bene a capire che cosa sia, la risposta la sto cercando più o meno da quattro anni fa quando ho iniziato ad uscire dalle piste battute in maniera massiccia, ma non credo che la troverò a breve, anzi non credo che la troverò mai...
Quindi ragazzi la morale della favola è: quando qualcuno vi propone una pellatina napoletana state attenti!!! potrebbero nascondersi delle sorprese (piacevoli), grazie al miki per la giornata e adesso aspettiamo un altro bel rifornimento di bianca materia...
SCIAOOO and pray4snow...
dieghito
PHOTO & RIDERS: MIKI e DIEGHITO
ps: il termine “napoletano” si riferiva soltanto a un certo approccio pigro alle cose, non vorrei essere accusato di razzismo...