Gli alkimisti nel canale di nessuno

Pubblicato il da dalbello

Di solito non scrivo di gesta e discese poiché nell’intimo le sento delle cose private uniche nel momento e difficili da raccontare nonchè di ricordi e emozioni che son difficili da spiegare e rimangono spesso da custodire con gelosia come un diario emozionale.
In questo sono molto dubbioso nel condividere le mie emozioni, anzi spesso non le lascio neanche trasparire.
Il mio pensiero spesso è in tono minore, perchè non riesco a non pensare che siamo dei goliardici bontemponi che girovagano tra lapidi commemorative, gallerie, anfratti per i cannoni, fili spinati e residuati bellici.
Tutto questo condisce i luoghi di cui possiamo disporre, gioire e infine gareggiare per una prima traccia dove per pochi metri si combatterono in trincea per lungo tempo.
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Troppo spesso diamo gradi difficoltà rinominiamo discese e ci sentiamo fieri delle nostre gesta, come per fissarle per un attimo nell’eternità.
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Purtroppo pensando al normale corso del tempo tutto diventa più sottile, appeso a un intimo ricordo, a un emozione
che per ognuno si riflette come un raggio di sole che riscalda il cuore al suo pensiero.


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È così che voglio ricordare un giorno passato in compagnia, qualcosa di unico condito da emozioni stridenti tra loro, fatica per delle avversità che non sono nulla ricordando il passato che riemerge scorgendo un pezzo di filo spinato vicino alla nostra meta.
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Nel salire prendo forza pensando a coloro han combattuto per spostare il confine a volte anche di pochi metri e ripenso che oramai si ignora il passato in cui il freddo era severo se coperti di indumenti di lana e scarponi di pelle e la vita era appesa a un filo.
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Il mistero sul ghiacciaio definito di nessuno resta a pochi, ne vincitori ne vinti, solo un ricordo delle persone che han combattuto per qualcosa in cui credevano e tante persone che per un motivo o per l’altro si disperano dell’avverso destino.
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Se fossero ancora su quelle vette si divertirebbero a vedere noi a imprecare perché si sprofonda fino alla vita e ogni passo ne comporta spesso molti a vuoto.
Se fossero ancora su quelle vette si sentirebbe un eco delle urla di battaglia condite con gli ululati di coloro che possono scivolare goliardicamente anche se in ambienti severi.
Se fossero ancora su quelle vette probabilmente combatterebbero ancora per quel poco che ci rimane da sognare poiché oramai tutti cercano di profanare i ricordi lontani e farsi profeti di gesta eroiche.
In questo senso se la pelle non incolla c’è ancora gente che non molla risalendo sci in spalla per non dire di esser stati vinti dalla rinuncia per un poco di fatica e se poi nel canale trovi duro c’è ancora chi crede che esser più duri porti a qualche ricompensa.
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Per noi il regalo è stato una discesa con neve decente mentre i venti spazzavano quasi ovunque e grazie ad un binocolo abbiamo intravisto la nostra meta.
Facile diventa fare un passaggio tra marasse e una cengia, esposto e complicato e tornare a fondo valle quando pensi di dover combattere per qualcosa in cui si crede.


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Gli sci si inarcano e toccano solo punte e code e bisogna accovacciarsi per passar sotto i rami, passo in qualche modo e ritorniamo verso la normalità.
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Non è così difficile da far diventare unica una giornata quando il cielo si tinge di colori al tramonto e il pensiero vola verso l’infinito.
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Queste sono le mie considerazioni e anche se stanco e avvilito troppo spesso dall’ignoranza della gente che incontro di solito in quei luoghi so di aver lottato per una giusta causa, io sento che nessuno può esser padrone delle mie emozioni e in me aleggia lo spirito battagliero fiero e mai sazio di chi combatte per un ideale in qualunque luogo e tempo.
Fin da piccolo disegnare e fantasticare paesaggi che mi ispiravano libertà era la mia passione, poi con gli stessi occhi ho imparato a vivere questi spazi che avevo sognato e infine dentro me c’è sempre quel bambino che vuole un diario da disegnare e scrivere in completa solitudine e conserva lontano da tutto e da tutti.
Oggi vi ho fatto partecipi del mio pensiero grazie a miki con cui ho condiviso quest’anno tante discese e emozioni, ma forse su uno scaffale impolverato e dimenticato starebbe meglio il mio diario emozionale.
Suerte besos y polvo
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Mauri " polvo polvo"

Rider e foto :
Maurizio " Polvo Polvo" Lozzi
Michele "MP" Roscini Vitali
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F
<br /> Mauri condivido e comprendo.<br /> E' quella necessità di libertà che mi attira, quella sensazione di gioia ed eccitazione a placare la fame che provo, quel buco nello stomaco che mi chiama e chiede di essere nutrito con emozioni<br /> indelebili che solamente in montagna provo, e ho provato, che sia sciando o arrampicando.<br /> La fatica e la tensione nervosa (in passaggi delicati) poi che si prova per raggiungere una sella, un passo o una cima prima della discesa, viene ripagata sempre una volta arrivati alla meta, la<br /> discesa può non essere bella ma quella è sempre un regalo e sempre comunque mi ritrovo a ringraziare.<br /> <br /> grande mauri, a presto...<br /> <br /> <br />
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B
<br /> sn commosso polvo-mauri<br /> <br /> <br />
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S
<br /> Grazie per aver condiviso queste tue emozioni....<br /> <br /> <br />
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