Il rock degli stambecchi
Era il tempo della grande depressione, della tristezza! Era il tempo dove il mondo crollava e tutte le fondamenta collassavano ed io precipitavo!
Ma poi ecco la magia dell'inverno, con la sua neve ma sopratutto il sorriso e il calore di un amico grande. Un amico con la stessa mia luce negli occhi e lo stesso sguardo verso il medesimo orizzonte! Mi lancia una corda e mi tira fuori.
Ecco tornare a gioire, tornare a vedere la palla tonda del mondo da una nuova prospettiva. Ecco ricostruire nuove fondamenta su cui ergere un nuovo io.
Finisce un inverno magico che ci regala momenti intensi e le nostre strade inevitabilmente si debbono separare per l'estate.
Ma l'estate, fortunatamente, passa veloce e così velocemente quelle due strade tornano ad unirsi!
I due gipyes stambecchi tornano a batter traccia sulle creste per guadagnare pendii vergini, tornano a dialogare col loro mondo al loro modo: easy, silenzioso, romantico!
L'immagine di una montagna mi continua a girare per la testa, e tutte le volte che salgo in quel di Livigno l'occhio cade dentro al canale che scende dalla sua cima, sono stregato, mi affascina. Il Pizzo Borron mi ha rapito e prendendo me non poteva certo lasciar indifferente lore.
Così eccoci oggi a pestare neve sulla cresta nord-ovest del San Colombano.
Ognuno dentro ai suoi silenzi, dentro al nostro mondo, dentro al nostro modo di vivere la montagna, il freeride o semplicemente ciò che ci dona la gioia, i sorrisi.
Il freddo è intenso e per questo una volta in cima debbo infilare i miei piedi sotto le ascelle del mio amico.
Con del thè che ci riscalda gustiamo il silenzio e i metri guadagnati.
Guardiamo l'ingresso di questa linea che andremmo a percorrere, immaginandoci le insidie nascoste e il modo di superarle.
Respiriamo a pieni polmoni l'energia che fluttua nell'aria.
Su quella cima, con il mio compagno di avventura, il mondo si ferma e ci guarda perché invidioso dei sorrisi e della pace che abbiamo.
Il tempo di scendere è giunto.
La neve ad ogni curva rotola giù trascinandone molta altra con sè.
I sassi spuntano più di quanto immaginassi, così tutto deve esser ponderato. Proprio come nella vita. Ogni azione ha una reazione, è la legge. Questo non ci deve bloccare, ma solo far pensare, ragionare... ponderare appunto. Il mondo, nostro, è qui ora, in questo momento, quindi viviamocelo.
Non è consigliato sbagliare la linea, ciò ci porterebbe a dover superare barre rocciose con doppie difficili. Così nella nostra testa è ben impresso ogni passaggio chiave.
Ultimi metri e poi eccoci a guardare dal basso "il rock degli stambecchi". Ci scambiamo un'occhiata, sorridiamo, non abbiam bisogno di parole noi due.
Volevo qualcosa che rimanesse dentro i nostri ricordi, qualcosa di scritto nella montagna con il cuore. Ora ecco lassù le nostre tracce che il tempo soffierà via, come soffierà via noi, ma quelle tracce, sono anche qui, dentro il cuore e rimarranno qui al sicuro dal tempo!
Indirizziamo le nostre punte verso valle, verso un sole che ci attendeva laggiù nel pianoro della Val Borron!
leggero, veloce, profondo
giuliano "bordons" bordoni
Pizzo Borron 2713m - gruppo Cima Piazzi

"Il rock degli Stambecchi"
ovest-nord-ovet 800m di cui 400 a 45°-50° con rocce
difficoltà: 4.3 E3 (scala "Volo" o "Toponeige")
I rider:
Lorenzo Munari
Giuliano "bordons" Bordoni